Nata donna
Donne madri del mondo Sono nata 20 anni fa,
In un mattino d’inverno. Ho lasciato il mio girovita 58 nel cassetto dei ricordi e l’ho scambiato per due tette enormi che sgorgavano amore, sangue e latte, innamorata e nuova di fronte a quel dono di Dio vestito di azzurro e bianco. Sono nata quattro anni dopo, sempre incredula come una bambina ,stringendo tre chili di vita che promettevano codini e trecce e vestiti delle bambole.
Se mescoliamo la vita
Ti porterò a sciare amore mio,
Quando la mascherina sara solo quella degli occhi, le labbra libere di sorridere al sole.
Ti porterò sul mare, in calette blu tra Creta e Zante, a fare bagni di poesia e storia
Ti porterò per strada, nei vicoli della città, a guardare vetrine di luci e promesse di profumi impacchettati
Intanto sto.
Progetti
Tieniti sempre un progetto in tasca, un sogno irrealizzato, un desiderio in sospeso.Tieniti sempre un rigo libero nell’agenda, un’ora per un caffè e due chiacchiere, una passeggiata fino al mare.Tieniti un pensiero che ti faccia sorridere, quando metti i piedi giù dal letto al mattino, stropicciandoti gli occhi, per iniziare
Read DetailsVorrei
Pensieri sparsi di pochi mesi fa che tornano a galla stamattina…quando penso ad un amore che non smette di crescere
Vorrei essere bella per te.
Tu me lo dici sempre, quando meno me lo aspetto: quando sono in pigiama coi capelli raccolti, mentre pulisco i pesci tutta sporca di squame.
Risvolti nuovi di una vita arancione
“Sono una zingara e una grezzona ”
Cosi rispondeva Marta a due anni se le chiedevano chi fosse.
Si, io la vestivo con abitini in piquet, col fiocco dietro e lo chignon biondo a incorniciarle il viso e dopo due minuti lei sembrava Rambo in piena azione di assalto: vestiti stracciati e rigoni neri sul viso
Rischiare
Ho sempre avuto bisogno di misurare il rischio, di ponderare scelte, di camminare sicura.
Non ho mai avuto il coraggio di fare bungee jumping, di lanciarmi col paracadute, di fare le montagne russe.
Però ho fatto dei figli, pazza, immatura, certa di certezze inesistenti.
Un figlio, due figli :pannolini latte nanne, ce la posso fare.
Lui suona
In comunità l’inverno scorso, prima che il Covid chiudesse fuori me, gli abbracci e la speranza.
Lui è alto, piccolo uomo che pende un po’ a destra un po’ in avanti, come quei giocattoli con la molla che appena li tocchi oscillano in tutte le direzioni. Ha occhi grandi, talmente chiari che puoi guardarci dentro, ma dentro non vedi niente. Apre la bocca in grandi sorrisi dalle labbra rosa in quella faccia troppo bianca. Fa domande troppo piccole per i suoi dodici anni, troppo piccole per l’aria seria che si dà mentre ti parla. Non mi hanno dato la sua “chiave di lettura” e io non chiedo, non chiedo mai. Non voglio preconcetti nell’avvicinarmi a lui. Riuscirò a scoprirlo se vorrà scoprirsi.